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Catania: Un palazzo con gli OCCHIALI al Villaggio Sant’Agata

Un palazzo con gli occhiali: è così che i bambini del Villaggio Sant’Agata hanno soprannominato il gigantesco murale intitolato “WE LOVE THE CiTy”, realizzato dal designer BOB Liuzzo e dall’artista Luka Skore. Questo straordinario murale decora l’intera facciata di un edificio in via Mastroianni, come parte del progetto wecatania.it che ha l’obiettivo di donare alla città un simbolo inclusivo che rappresenti la pura essenza di Catania e dei suoi abitanti.

Il murale raffigura due occhiali con la bandiera di Catania all’interno delle lenti e il messaggio semplice ma potente “WE LOVE THE CiTy”, sottolineando l’importanza dell’amore per la propria città. Come recita una famosa canzone, non importa se ci nasci, ma solo se la ami.

Questo progetto, fortemente voluto e sostenuto dalla Tabaccheria Caniglia in collaborazione con l’Istituto Autonomo Case Popolari di Catania e agevolato da Nino Messina e Giovanni Petralia, si trova in un quartiere chiave per il rilancio della città: il Villaggio Sant’Agata. Considerata periferia, questa zona ospita quasi 10.000 abitanti che contribuiscono quotidianamente alla vita di Catania. Nonostante l’assenza di monumenti antichi o del fascino barocco, il quartiere si distingue per la sua vivace comunità, con una squadra di calcio affiatata e attività commerciali che si prendono cura del quartiere.

BOB Liuzzo, autore del simbolo di Catania, spiega che questo murale, come il simbolo alla base del progetto, è pensato per essere di tutti e per tutti. “Nella sua semplicità racchiude l’identità e le storie della comunità catanese, fondate su radici comuni come l’Etna, il mare e la lava. Oggi questo murale non abbellisce solo una facciata grigia, ma dona al quartiere un punto di riferimento, un ‘landmark’ – incontriamoci al palazzo con gli occhiali,” afferma Liuzzo.

Il murale ha già iniziato a ispirare un flusso di rinnovamento: il gommista sotto l’edificio ha ridipinto la facciata della sua attività per coordinarla con il murale e ha pulito il marciapiede per migliorare le fotografie del murale. I bambini, curiosi, chiedevano il perché di questo cambiamento, e i genitori rispondevano con orgoglio.

Un palazzo con gli occhiali non può esistere finché qualcuno non lo dichiara, e questo è successo,” conclude Liuzzo. “Le persone creano simboli, e quei simboli, a loro volta, influenzano le persone. È fondamentale che ogni giorno chi passa di lì si ricordi di amare la propria città.

Invitiamo tutti a visitare e fotografare questo murale, riflettendo sulla domanda: se davvero ami la tua città, cosa stai facendo per dimostrarlo? Qual è la tua visione attraverso questi occhiali che il palazzo ti invita a indossare?

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