Da Glasgow con amore (e polpette di cavallo): la mia Catania non muore mai

Quel MALEDETTO CATANESO di FRANCESCO che a Catania tutti chiamano Mbare Ciccio e basta questa frase per capire tutto: un catanese doc, anche se oggi vive a Glasgow, Scozia. Dall’altra parte d’Europa, nel freddo del Nord, conserva il calore della sua città come una brace che non si spegne mai.

“Ogni giorno mi tornano in mente i luoghi dove sono cresciuto,” racconta, “perché anche se vivo lontano, per via del mio lavoro mi ritrovo comunque, anche solo attraverso uno schermo, tra le vie di Catania.

Francesco è un analista per la prevenzione dei crimini finanziari, anti riciclaggio e anti terrorismo in una grande banca. Ma dietro il linguaggio tecnico c’è un cuore pulsante di passione civile. “Ho scelto questo lavoro,” spiega, “perché posso ancora aiutare quella parte di Catania che mi ha fatto crescere: quella dei principi, della giustizia e della legalità. Pippo Fava, Libero Grassi… anche grazie a loro sono fiero di essere catanese.”
Poi, come ogni vero mbare, aggiunge sorridendo: “Però non ci possiamo dimenticare delle cipolline, del tamarindo e di sua maestà, la polpetta di cavallo.”

I ricordi che lo legano alla città sono fatti di mare, suoni e profumi. “Le camminate nei pomeriggi autunnali al porticciolo di Ognina,” dice. “Il rumore delle onde, l’odore delle barche e delle reti bagnate, le voci dei pescatori.” E poi momenti che restano nel cuore: “Il primo bacio. I panini del camion del sabato sera. Troppi ricordi per contarli.”

Queste le foto che FRANCESCO a voluto insieme alle sue parole.

Da adulto, ciò che più gli manca è il calore umano. “Mi mancano le persone,” racconta. “Quel calore che senti quando cammini tra la pescheria e la fiera, il folclore, le urla, la passione. È una città che non smette mai di vivere, che mantiene nel tempo la propria anima. Le tradizioni qui non muoiono mai.”

Quando gli chiedi quale opera rappresenti Catania, sorprende con una scelta insolita: Full Metal Jacket.
“A Catania anche i temi più seri si affrontano con un pizzico d’ironia,” spiega. “E poi da noi, come nel film, tutti hanno un soprannome: ‘palla di lardo’, ‘soldato Biancaneve’… da noi erano Nino Cicaledda, Turi dell’Olio. È il nostro modo di fare famiglia.”

Dell Simbolo Indipendente di Catania parla come di un ponte tra epoche. “Catania ha una storia infinita di simboli,” dice, “ognuno collocato in un momento preciso. Il simbolo indipendente, con Etna, Lava e Mare, rappresenta una nuova corrente culturale, moderna, ma sempre con lo sguardo rivolto alle tradizioni.”

Quel MALEDETTO CATANESE di MBARE CICCIO Da Glasgow continua a guardare Catania con la stessa nostalgia con cui si guarda un vecchio film che conosci a memoria ma non smetti mai di amare. “La mia città,” dice mbare Ciccio, “non muore mai. Cambia, brucia, si raffredda. Ma poi torna sempre viva, come la lava.”


MALEDETTI CATANESI è una rubrica che nasce per raccogliere tutte le voci: frammenti personali che diventeranno articoli sul blog di wecatania.it, pezzi di una città che vive nei ricordi, nei gesti e nelle visioni di chi la abita o la porta dentro da molto distante.

MALEDETTI CATANESI utilizza la forma dell’auto-intervista. Compilando questo form troverai sette domande semplici, pensate per farti raccontare chi sei: i tuoi ricordi, le tue abitudini, le immagini che per te sono Catania.

Non è un questionario freddo, ma un modo per metterti al centro, che lascia spazio alla tua voce e alla tua storia da MALEDETTO CATANESE. Un luogo dove lasciare traccia di chi siamo e aprire un dialogo su chi vogliamo diventare.

Alla fine ti chiederemo anche cosa pensi del Simbolo Indipendente di Catania: se lo conosci già o se lo scopri adesso, raccontaci quale ruolo immagini possa avere per la città.

Chi sei? Sembra semplice ma non lo è mai quando dobbiamo raccontarlo.
Ciao, mi chiamo Francesco ma a Catania sono mbare Ciccio, come tante altre persone vivo lontano da Catania, precisamente a Glasgow in Scozia 🏴󠁧󠁢󠁳󠁣󠁴󠁿, e anche se sono lontano quasi ogni giro mi tornano in mente tani luoghi dove sono cresciuto, questo succede perché, per via del mio lavoro, anche se tramite uno schermo, ogni giro mi ritrovo per le vie di Catania, mi occupo di prevenzione di crimini finanziari, per una grande banca per essere più preciso, sono un Analista per la prevenzione dei crimini finanziari anti riciclaggio ed anti terrorismo, spero un giorno di poter ritornare a vivere nella mia amata città, ma per ora mi devo accontentare di una vacanza quando posso. Ho scelto il mio lavoro perché posso ancora aiutare quella parte di Catania che mi ha fatto crescere, con i principi di giustizia e legalità, Pippo Fava, Libero Grassi, anche grazie a loro sono fiero di essere Catanese, però non ci possiamo dimenticare delle cipolline, il tamarindo, e sua maestà, la polpetta di cavallo.

Racconta un ricordo d’infanzia che parla del tuo legame con Catania.
Le camminate nei pomeriggi autunnali al porticciolo di ognina, il rumore del mare, il profumo delle barche dei pescatori con le reti da pesca appese ai lati, il rumore delle onde che sbattevano sulla banchina, troppi ricordi, il primo bacio, i panini del camion del sabato sera.

Da adulto/a, cos’è di Catania che più ti manca o che non smetteresti mai di vivere?
Mi mancano le persone, il calore che sento quando cammino per la pescheria la fiera, il folclore, le urla, la passione, e la dedizione che mantiene nel tempo questi posti il centro delle tradizioni storiche che non moriranno mai

Se dovessi scegliere un’opera che racconta Catania (una canzone, un libro, un film, un quadro…), quale sceglieresti e perché?
Full metal jacket – perché a Catania anche i temi più seri ed importanti si affrontano con un pizzico d’ironia e poi tutti a Catania hanno un soprannome, nel film erano “palla di lardo” “soldato Biancaneve” a Catania c’era Nino cicaledda, turi dell’olio

Conoscevi già il Simbolo Indipendente di Catania o lo stai scoprendo ora? Quale pensi possa essere il suo ruolo per la nostra città?
Catania ha una storia infinita di simboli, ed ognuno di essi viene collocato in un determinato momento storico, e quindi rievoca memorie, trasporta idee e manifesta emozioni, credo che l’Etna la lava ed il mare ricollocati nel simbolo indipendente possano essere il simbolo di una nuova corrente culturale, più moderna che butta sempre un’occhiata alle tradizioni e alla storia della città

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