Catania è bellissima. Ed è questo il problema
Quella MALEDETTA CATANESE di LUCY vive a San Giovanni La Punta, uno di quei paesi etnei che stanno così vicini a Catania da sembrare quasi un suo quartiere allargato. E lo racconta con l’ironia di chi lo vive ogni giorno.

“È il caos di Catania in miniatura. Per andare da una parte all’altra del paese ci metti un’ora. Ed è un paese, non una città!” Si ride, ma sotto quella battuta c’è qualcosa di molto catanese: il rapporto di amore e frustrazione verso i luoghi che abitiamo. Perché Lucy Catania la ama profondamente. E forse proprio per questo soffre ogni volta che la vede trascurata. “Mi fa male al cuore vederla così maltrattata.” È una frase che potrebbe appartenere a migliaia di catanesi.
Perché certe città non si guardano con gli occhi del turista. Si guardano con quelli di chi le considera parte della propria famiglia. E infatti, per Lucy, il legame con Catania passa proprio dalla famiglia. Passa da suo padre. Un uomo originario della zona di Castello Ursino, che oggi non c’è più ma continua ad abitare quei luoghi attraverso i ricordi. “Quando passo da quelle zone penso ai racconti della sua infanzia, alle case dei miei nonni.” Così una strada diventa una memoria. Un palazzo diventa una voce. Un quartiere diventa un modo per continuare a incontrare qualcuno che non c’è più. A volte le città fanno anche questo.
Custodiscono persone.
Quando pensa a Catania adulta, Lucy sente prima di tutto dei profumi.
Il torrone. Gli arancini. Le urla dei venditori dietro una bancarella. Le passeggiate in centro. E poi lei.
L’Etna. “Il nostro abbraccio.” Non una montagna. Non un vulcano. Un abbraccio. Qualcosa che osserva, protegge e accompagna la città da sempre.
Se dovesse scegliere un’opera per raccontare Catania non sceglierebbe un quadro o un film. Sceglierebbe una persona. Franco Battiato. “Per me è lui Catania.” Le sue canzoni, le sue poesie, la sua capacità di parlare in siciliano e contemporaneamente al mondo intero. In lui Lucy riconosce quella parte della città che continua a produrre cultura, bellezza e pensiero anche quando tutto sembra andare nella direzione opposta.
Dul Simbolo Indipendente di Catania, non parla in termini di grafica o comunicazione. La sua risposta è molto più semplice. “E ogni simbolo che porta pace, inclusività, indipendenza e amore ha un ruolo.” Qualunque esso sia. Forse perché i simboli, prima di rappresentare qualcosa, dovrebbero unire qualcuno. E in fondo è quello che Lucy chiede alla sua città. Di ricordarsi quanto potrebbe essere bella se imparasse ad amarsi un po’ di più.
Quella MALEDETTA CATANESE di LUCY Ci sono luoghi che ci ricordano chi siamo. E poi ci sono luoghi che ci ricordano chi abbiamo amato. Per Lucy, Catania è entrambe le cose.
MALEDETTI CATANESI è una rubrica che nasce per raccogliere tutte le voci: frammenti personali che diventeranno articoli sul blog di wecatania.it, pezzi di una città che vive nei ricordi, nei gesti e nelle visioni di chi la abita o la porta dentro da molto distante.
MALEDETTI CATANESI utilizza la forma dell’auto-intervista. Compilando questo form troverai sette domande semplici, pensate per farti raccontare chi sei: i tuoi ricordi, le tue abitudini, le immagini che per te sono Catania.
Non è un questionario freddo, ma un modo per metterti al centro, che lascia spazio alla tua voce e alla tua storia da MALEDETTO CATANESE. Un luogo dove lasciare traccia di chi siamo e aprire un dialogo su chi vogliamo diventare.
Alla fine ti chiederemo anche cosa pensi del Simbolo Indipendente di Catania: se lo conosci già o se lo scopri adesso, raccontaci quale ruolo immagini possa avere per la città.
Chi sei? Sembra semplice ma non lo è mai quando dobbiamo raccontarlo.
Salve,sono Lucy vivo a san Giovanni la punta un paesino etneo molto vicino a Catania, praticamente è il caos di Catania in miniatura ed è un casino viverci perché per andare da una parte all’altra del paese ci metti oltre un’ora (è un paese non una città eh) 🤣 amo Catania peccato sia tenuta malissimo e ogni volta mi fa male al cuore vederla così maltrattata.
Racconta un ricordo d’infanzia che parla del tuo legame con Catania.
Sono legata alla città di Catania perché mio padre è originario di castello ursino, purtroppo lui non c’è più ma quando passo da quelle zone mi ricorda i racconti d’infanzia di mio padre e dove abitavano i miei nonni💜
Da adulto/a, cos’è di Catania che più ti manca o che non smetteresti mai di vivere?
Ovviamente Catania è profumo di torrone e arancini,le urla del venditore con la bancarella,il relax di una passeggiata in centro e l’abbraccio della nostra Etna che veglia sulla città
Se dovessi scegliere un’opera che racconta Catania (una canzone, un libro, un film, un quadro…), quale sceglieresti e perché?
Per me c’è un artista che è Catania: Franco Battiato, con le sue poesie e canzoni anche in siciliano inevitabilmente mi fa’ pensare a quanto Catania ha l’arte nel cuore
Conoscevi già il Simbolo Indipendente di Catania o lo stai scoprendo ora? Quale pensi possa essere il suo ruolo per la nostra città? –
Ogni simbolo che porta pace ,inclusivita’ , indipendenza e amore ha un ruolo,qualsiasi esso sia


