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CATANIA: NON LA SICILIA DI CUI VI HANNO PARLATO

LA STORIA DI OGNI FIORE NASCE DA RADICI COMUNI

Catania è la più grande conurbazione siciliana tra le più grandi d’Italia, come testimoniato anche dalla presenza di importanti infrastrutture di trasporto stradali e ferroviarie, la presenza di una rete di trasporto metropolitano interrato nonché dal principale aeroporto della Sicilia, quinto in Italia. Si trova sulla costa orientale della Sicilia, alla base del vulcano attivo più alto d’Europa, l’Etna, e si affaccia sul Mar Ionio. È il capoluogo della regione di 58 comuni conosciuta come Città Metropolitana di Catania, che è la settima città metropolitana più grande d’Italia.

Catania fu fondata nell’VIII secolo a.C. dai Greci Calcidesi nella Magna Grecia. La città ha resistito a molteplici catastrofi geologiche: fu quasi completamente distrutta da un catastrofico terremoto nel 1169. Una grande eruzione e un flusso di lava ha quasi sommersero la città nel 1669 e subì gravi devastazioni a causa del terremoto in Sicilia del 1693. Durante il XIV secolo e nel periodo rinascimentale, Catania fu uno dei centri culturali, artistici e politici più importanti d’Italia.

Fu la sede della prima università della Sicilia, fondata nel 1434. È stata la casa natale o adottiva di alcuni degli artisti e scrittori italiani più famosi, tra cui i compositori Vincenzo Bellini e Giovanni Pacini, e gli scrittori Giovanni Verga, Luigi Capuana, Federico De Roberto e Nino Martoglio. Catania oggi è il centro industriale, logistico e commerciale della Sicilia. Il suo aeroporto, l’Aeroporto di Catania-Fontanarossa, è il più grande del Sud Italia. Il centrale “centro storico” di Catania presenta un’esuberante architettura tardo-barocca, realizzata dopo il terremoto del 1693, ed è patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Quasi 3.000 anni dopo la sua fondazione, Catania ha finalmente un simbolo senza tempo quanto la città stessa. Il Simbolo Indipendente di Catania (consciuto come CataniaProject), un progetto di branding cittadino indipendente, sintetizza una delle aree metropolitane più grandi e complesse d'Italia nella sua vera e pura essenza.​

BOB Liuzzo, designer catanese, docente e coordinatore del corso di Graphic Design presso lo IED – Istituto Europeo di Design di Milano, ha concepito per primo il “CataniaProject” molti anni fa. Liuzzo ha voluto identificare la città siciliana in modo universale attraverso la sua vera essenza, qualcosa che possa evitare le parole e possa essere adatto a tutto e a tutti nel passato, nel presente ma soprattutto nel futuro.

"Non si tratta di un monumento o un riferimento artificiale ma semplicemente ciò che la città è, è stata e sempre sarà. Si tratta di un sistema visivo basato su linee e colori semplici che, se correttamente decodificati, rappresentano la vera essenza della città, che è una delle più grandi, moderne e attive d'Italia e d'Europa​"

Si tratta di un sistema visivo basato su linee e colori semplici. Basterà uno sguardo veloce per far scomparire la geometria per far apparire l’Etna, il vulcano più alto d’Europa (nero), la lava dell’eruzione (rosso), il mare che viaggia verso l’orizzonte (azzurro) e un cielo bianco che rappresenta la volontà di costruire un futuro luminoso per Catania.

Liuzzo afferma: “questi elementi chiave potrebbero visualizzare l’essenza di questa città anche a ipotetici alieni venuti a colonizzare il pianeta e non sono consapevoli del precedente background culturale della città”. “Il simbolo è una macchina del tempo”, sottolinea Liuzzo. “Se mostrassimo alla nostra bisnonna il logo I Love NY lei non vedrebbe nulla della cultura newyorkese, non avrebbe ancora i codici, ma al contrario anche lei riuscirebbe a decodificare con facilità il simbolo di Catania perché parte dalla pura essenza di questo luogo”.

Non è un logo – spiega Liuzzo -, non ha un cliente e non è stato pagato né richiesto da nessuna istituzione, se non dalle persone che vivono in città. Tuttavia, ciò non significa che non fosse necessario come elemento universale di branding cittadino per Catania. È un sistema visivo che abbraccia tutto e tutti e non dipende da una singola forma o cornice.

Questo, sostiene Liuzzo, è il simbolo indipendente di Catania e si batte contro tutto ciò che impongono gli stereotipi di massa del city branding. Non è stato creato per i turisti e non si basa sulla tipica comunicazione siciliana a cui il mondo è abituato: decorazioni barocche, temi marittimi, città di pescatori e natura. Sembra quasi dire “’Catania non è in Sicilia”’, per far capire a residenti e visitatori che non ci troviamo in una località di mare, con case rustiche e pescatori, ma in un crogiolo culturale ricco di nuove culture e vecchie tradizioni. 

Catania è da sempre un luogo che abbraccia la diversità perché su di essa si fonda. Da quando Liuzzo ha rivelato il progetto diversi anni fa sia le persone che le aziende catanesi lo hanno abbracciato. Il simbolo è gratuito e tutti possono utilizzarlo ed è apparso in: murales, tatuaggi, abbigliamento, campeggia anche sulle bottiglie di una nota birra artigianale catanese e adottato dalle squadre sportive cittadine di basket, calcio e rugby.

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