Ho lasciato Catania, ma Catania non ha lasciato me.

Quel MALEDETTO CATANESE di Davide — o come lo chiamano tutti, ProfeCt — vive oggi a Roma. E ogni volta che lo dice, ci aggiunge un “ahimè”.

Perché certe città non si lasciano indietro, ti restano addosso come un tatuaggio invisibile. Lavora nel mondo dello sport, ma il suo vero campo da gioco è sempre stato Catania: una città che gli ha insegnato il ritmo, la fatica e la passione. “Spero sempre di poter migliorare ed incidere,” dice. E in quella parola — incidere — c’è tutto: la voglia di lasciare un segno, come la lava che modella la pietra.

Il legame con la città è una corrente che non si spezza. “Da quando non vivo più lì,” racconta, “l’amore è diventato ancora più forte.” È un paradosso che i catanesi conoscono bene: ti accorgi di quanto ti manca solo quando ti manca davvero. L’energia, il calore umano, le conversazioni gridate e affettuose, la gentilezza ruvida di chi ti tratta da fratello dopo cinque minuti. “Non ho più ritrovato tutto questo insieme da nessuna parte,” confessa.

Catania gli manca tutta. Gli affetti, prima di tutto — la famiglia, gli amici. Ma anche i luoghi che custodiscono pezzi di vita: il centro storico e la sua pietra nera, la via Plebiscito che profuma di carne alla brace, lo stadio dove le emozioni non hanno mai bisogno di traduzione, il lungomare dove si cammina per pensare o per dimenticare. Ogni nome è un’eco, ogni strada una nostalgia.

Queste le 3 foto che Davide ha voluto allegare alla sua storia

Se dovesse scegliere un’opera per raccontarla, Davide non ha dubbi: Lo stretto necessario di Carmen Consoli e Levante. Perché Catania è esattamente questo — lo stretto necessario per sentirsi vivi. Ti basta poco: il mare, una voce, un odore di brace nell’aria, una risata che ti riconosce anche da lontano. È una città che ti ricorda cosa serve davvero, e cosa puoi lasciar perdere.

Del Simbolo Indipendente di Catania, Davide parla con orgoglio. “Lo conosco da tempo,” dice, “e contribuisco alla sua diffusione.” Lo vede come uno strumento di unione, qualcosa che non si limita a rappresentare ma agisce. Un simbolo che invita a fare, a curare ciò che è bello e riparare ciò che è ferito. Come una bandiera che non sventola per orgoglio, ma per responsabilità.

Quel MALEDETTO CATANESE di DAVIDE ci tiene a concludere dicendo: Catania, non è lontana. È dentro. È tutto ciò che serve per ricordarsi chi si è, anche a chilometri di distanza.


MALEDETTI CATANESI è una rubrica che nasce per raccogliere tutte le voci: frammenti personali che diventeranno articoli sul blog di wecatania.it, pezzi di una città che vive nei ricordi, nei gesti e nelle visioni di chi la abita o la porta dentro da molto distante.

MALEDETTI CATANESI utilizza la forma dell’auto-intervista. Compilando questo form troverai sette domande semplici, pensate per farti raccontare chi sei: i tuoi ricordi, le tue abitudini, le immagini che per te sono Catania.

Non è un questionario freddo, ma un modo per metterti al centro, che lascia spazio alla tua voce e alla tua storia da MALEDETTO CATANESE. Un luogo dove lasciare traccia di chi siamo e aprire un dialogo su chi vogliamo diventare.

Alla fine ti chiederemo anche cosa pensi del Simbolo Indipendente di Catania: se lo conosci già o se lo scopri adesso, raccontaci quale ruolo immagini possa avere per la città.

Chi sei? Sembra semplice ma non lo è mai quando dobbiamo raccontarlo.
ProfeCt Ciao, sono Davide oggi vivo a Roma (ahimè), attualmente lavoro nel mondo dello sport e spero nella vita sempre di poter migliorare ed incidere

Racconta un ricordo d’infanzia che parla del tuo legame con Catania.
Il mio legame con Catania è forte, sempre vivo e di amore profondo, soprattutto da quando non vivo più costantemente lì. L’energia della città, il rapporto umano e il calore sono elementi che non ho più ritrovato tutto insieme in tutti i posti in cui sono stato

Da adulto/a, cos’è di Catania che più ti manca o che non smetteresti mai di vivere?
Mi manca tutto, gli affetti in primis (famiglia e Amici). Poi mi mancano tutti i luoghi che hanno rappresentato qualcosa per me: il centro storico , la via plebiscito, lo stadio, il lungomare

Se dovessi scegliere un’opera che racconta Catania (una canzone, un libro, un film, un quadro…), quale sceglieresti e perché?
Lo stretto necessario Carmen Consoli Ft Levante

Conoscevi già il Simbolo Indipendente di Catania o lo stai scoprendo ora? Quale pensi possa essere il suo ruolo per la nostra città?
Conosco il simbolo indipendente da un po’ di tempo, e contribuisco in prima persona alla sua diffusione e promozione. Io vedo il simbolo come uno strumento di unione di tutti i catanesi e di coloro che hanno a cuore Catania e di stimolo di amore verso la città, non a parole ma attraverso iniziative volte a valorizzare quello che già c’è di bello e a riqualificare tutto ciò che viene emarginato o sottostimato

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