Dal Veneto all’Etna: perché ho deciso di restare a Catania

Quella MALEDETTA CATANESE di MARZIA arriva dal Veneto, provincia di Padova, Cittadella. Arriva da un Nord ordinato, misurato, dove le cose funzionano perché “si è sempre fatto così”. A Catania, invece, ci arriva quasi per caso: una vacanza con le amiche.

Una di quelle che dovrebbero durare una settimana e invece diventano una vita intera. Sono passati vent’anni. Oggi vive qui, lavora qui, costruisce qui. E non lo dice con stupore, ma con una calma convinta: “Ho scelto Catania”.

Insieme a suo marito gestisce un’agenzia di rappresentanza nel settore dei beni di largo consumo, cura casa e igiene personale. Gira la Sicilia, parla con grossisti, supermercati, drugstore. Conosce bene il tessuto commerciale dell’isola, le sue potenzialità enormi e le sue frenate improvvise. “Io a Catania vedo tante opportunità,” dice, “spesso bloccate da pregiudizi, dal campanilismo e da quella frase che pesa come una pietra: è così, si è sempre fatto così”. Non è una critica sterile: è lo sguardo di chi ha scelto di restare proprio perché vede cosa potrebbe essere.

Il legame con Catania non nasce dall’infanzia, ma da una decisione adulta. Ed è forse per questo che è così lucido. Marzia non idealizza: osserva. E quello che osserva, ogni giorno, continua a stupirla. “C’è una cosa che ha solo Catania,” racconta. “Vedere un vulcano che erutta dalla spiaggia. Essere al sole, magari con un drink al tramonto, e davanti a te l’Etna che fuma.” È un’immagine che altrove non esiste. È bellezza e potenza insieme. È calma e minaccia. È Catania.

Se dovesse scegliere un’opera per raccontarla, sceglie A finestra di Carmen Consoli. Una canzone che guarda la città da dentro, senza filtri, con quella malinconia attiva che non si piange addosso ma osserva, capisce, resiste.

Il Simbolo Indipendente di Catania, per Marzia, è immediato. Non ha bisogno di spiegazioni complesse: “Un vulcano che sorge dal mare. Per me rappresenta la forza e l’energia che Catania ha dentro”. È un’immagine semplice, potente, leggibile anche da chi non è nato qui. Forse proprio per questo funziona: perché Catania, a volte, ha bisogno di essere raccontata anche da chi l’ha scelta, non solo da chi ci è nato.

Quella MALEDETTO CATANESE di MARZIA non è arrivata a Catania per restare ferma. È arrivata per costruire. E davanti a un vulcano che nasce dal mare, ha deciso che questa energia valeva una vita intera.


MALEDETTI CATANESI è una rubrica che nasce per raccogliere tutte le voci: frammenti personali che diventeranno articoli sul blog di wecatania.it, pezzi di una città che vive nei ricordi, nei gesti e nelle visioni di chi la abita o la porta dentro da molto distante.

MALEDETTI CATANESI utilizza la forma dell’auto-intervista. Compilando questo form troverai sette domande semplici, pensate per farti raccontare chi sei: i tuoi ricordi, le tue abitudini, le immagini che per te sono Catania.

Non è un questionario freddo, ma un modo per metterti al centro, che lascia spazio alla tua voce e alla tua storia da MALEDETTO CATANESE. Un luogo dove lasciare traccia di chi siamo e aprire un dialogo su chi vogliamo diventare.

Alla fine ti chiederemo anche cosa pensi del Simbolo Indipendente di Catania: se lo conosci già o se lo scopri adesso, raccontaci quale ruolo immagini possa avere per la città.

Chi sei? Sembra semplice ma non lo è mai quando dobbiamo raccontarlo.
Mi chiamo Marzia Campagnolo, sono Veneta, vengo dalla provincia di Padova, cittadella e vivo e abito a Catania da 20 anni … insieme a mio marito, gestisco e lavoro nella nostra agenzia di rappresentanza di beni di largo consumo, cura casa e igiene personale, distribuiti nella maggior parte di clienti grossisti della deterrenza, supermercati E drugstore di tutta la Sicilia ….

Racconta un ricordo d’infanzia che parla del tuo legame con Catania.
Sono legata a questa city, poiché una semplice vacanza con le amiche, si è trasformata in un progetto di vita. Ho scelto di vivere a Catania perché vedo tante opportunità…. Bloccate da pregiudizi e campanilismo e da una frase: “è così, si è sempre fatto così….”

Da adulto/a, cos’è di Catania che più ti manca o che non smetteresti mai di vivere?
Una cosa che ha solo Catania e’ vedere un vulcano che erutta dalla spiaggia 🏖️ prendendo il sole o sorteggiando un drink al tramonto

Se dovessi scegliere un’opera che racconta Catania (una canzone, un libro, un film, un quadro…), quale sceglieresti e perché?
Carmen consoli “a finestra” ….

Conoscevi già il Simbolo Indipendente di Catania o lo stai scoprendo ora? Quale pensi possa essere il suo ruolo per la nostra città?
Un vulcano che sorge dal mare …. Per me rappresenta la forza e l’energia che dispone Catania

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