Vivo Catania a 360°: tra fede, calcio e cuore.

Quel MALEDETTO CATANESE di UKIO — così lo conoscono tutti — non è solo un catanese, lo è nel DNA, come dice lui. “Non dormo solo a Catania, la vivo a 360°: per lavoro, per svago, per amore.”

E mentre parla, la sua voce sembra una canzone popolare: sincera, diretta, piena d’affetto e di quella malinconia che solo i veri catanesi sanno trasformare in forza. “Adoro la nostra amata e splendida città, con tutte le sue sfaccettature. Mi piacerebbe vederla solo un po’ più pulita.

I suoi ricordi d’infanzia profumano di festa e famiglia. “La festa di Sant’Agata era sacra,” racconta. “Mio nonno ci voleva tutti a casa sua per pranzare e cenare insieme, e poi andavamo a vedere la Santuzza in piazza Borgo.” Catania, per lui, è questo: la famiglia attorno a una tavola, la città che si muove all’unisono, l’amore che si rinnova ogni anno. E poi c’è un altro ricordo che si accende negli occhi quando ne parla: la promozione del Catania in Serie A. “Mio padre non volle sentire ragioni di portarmi a Roma per gli spareggi,” ride. “Così la partita la sentii da un gelataio ambulante alla Consolazione… MAMMA MIA CHE SPETTACOLO!” In quella scena c’è tutta la Catania popolare, genuina, rumorosa e vera.

Queste le foto con cui UKIO ha voluto accompagnare le sue parole

Da adulto, le sue certezze si sono ridotte ma sono più preziose. “Mi mancano tre cose: un luogo, la sala giochi Vegas. Un profumo, quello della Costa Azzurra. E una persona, mio padre.” E poi aggiunge con un sorriso malinconico: “Catania e Casa. Per me sono la stessa cosa.

Quando gli chiedono quale opera racconti meglio la città, non ha dubbi: Catania Figghiozza do Patri Eternu di Giuseppe Castiglia. “È legata al calcio, certo, ma rappresenta ricordi bellissimi.” È una canzone che mescola ironia, fede e passione: come la città stessa.

Del Simbolo Indipendente di Catania, parla con curiosità e rispetto. “C’è tanto da fare nella nostra città,” dice, “ma quello che fate è importante. Andrò a vedere i colibrì installati e porterò dei fiori nella zona ludica intitolata alla piccola Smeraldina.” Una promessa semplice ma piena di significato: anche un gesto può essere un modo per prendersi cura della propria città.

Quel MALEDETTO CATANESE di UKIO ci tiene a concludere dicendo “Catania non è solo un luogo da abitare. È una casa da proteggere, un coro da cantare, un ricordo che non si spegne mai.”.


MALEDETTI CATANESI è una rubrica che nasce per raccogliere tutte le voci: frammenti personali che diventeranno articoli sul blog di wecatania.it, pezzi di una città che vive nei ricordi, nei gesti e nelle visioni di chi la abita o la porta dentro da molto distante.

MALEDETTI CATANESI utilizza la forma dell’auto-intervista. Compilando questo form troverai sette domande semplici, pensate per farti raccontare chi sei: i tuoi ricordi, le tue abitudini, le immagini che per te sono Catania.

Non è un questionario freddo, ma un modo per metterti al centro, che lascia spazio alla tua voce e alla tua storia da MALEDETTO CATANESE. Un luogo dove lasciare traccia di chi siamo e aprire un dialogo su chi vogliamo diventare.

Alla fine ti chiederemo anche cosa pensi del Simbolo Indipendente di Catania: se lo conosci già o se lo scopri adesso, raccontaci quale ruolo immagini possa avere per la città.

Chi sei? Sembra semplice ma non lo è mai quando dobbiamo raccontarlo.
Catanese nel DNA, non dormo solo a Catania, ma la vivo a 360° per lavoro per svago. Adoro la nostra amata e splendida città con tutte le sue sfaccettature, mi piacerebbe vederla un po’ più pulita.

Racconta un ricordo d’infanzia che parla del tuo legame con Catania.
Ricordi della mia infanzia ne ho tanti, forse oggi uno di quelli che più mi manca sono le festività a casa dei miei Nonni una su tutte la festa di Sant’Agata, dove mio Nonno ci voleva tutti a casa sua per pranzare e cenare insieme per poi andare a vedere la Ns Santuzza in piazza Borgo. Altra cosa che ricordo fu quando sali il Catania in serie A mio Padre non ville sentire ragione di portarmi con lui a Roma per gli spareggi, sentii la partita da un gelataio ambulante alla consolazione… MAMMA MIAAAAA CHE SPETTACOLO

Da adulto/a, cos’è di Catania che più ti manca o che non smetteresti mai di vivere?
Un luogo il Vegas, la Costa Azzurra e mio Padre. Catania & Casa

Se dovessi scegliere un’opera che racconta Catania (una canzone, un libro, un film, un quadro…), quale sceglieresti e perché?
Catania Figghiozza do Patri Eterno DI Giuseppe Castiglia, chiaramente questa canzone è legata al Calcio ma per me rappresenta ricordi bellissimi

Conoscevi già il Simbolo Indipendente di Catania o lo stai scoprendo ora? Quale pensi possa essere il suo ruolo per la nostra città?
Beh c’è tanto da fare nella nostra Citta ed avete tanto da fare, andrò a vedere i Colibrì installati anche perché nel contempo porterò dei fiori nella zona ludica intitolata alla piccola Smeraldina

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