“Aaaau mbare, tu pigghi un cafè?” ecco perché lascio Berlino per Catania.

Quel MALEDETTO CATANESE di GIUSEPPE vive a Berlino dal 2003, ma la sua storia con Catania non si è mai interrotta. “Mi sono trasferito in Germania a 14 anni con i miei genitori e le mie due sorelle,” racconta. “Ho vissuto tutti questi anni con una speranza nel cuore: tornare.”

E adesso quel sogno è diventato realtà. “Ho comprato casa a Canalicchio,” dice con orgoglio, “per tornare a vivere dove sento di appartenere.
Ma la voce si incrina, perché quel ritorno porta con sé anche una mancanza profonda.Mio padre era fiero di me, lo diceva sempre agli amici tedeschi e italiani. È morto l’anno scorso, senza averla vista.” Una casa nuova, un cerchio che si chiude e un ricordo che resta, come una promessa mantenuta troppo tardi ma piena d’amore.

Da bambino, Giuseppe passava le giornate ad Adrano, tra i nonni, i cugini e le campagne ai piedi dell’Etna. “Papà era di Adrano, mamma di Salemi. Lì ho imparato la semplicità, il lavoro, il calore umano.” Poi, anno dopo anno, quella città vicina e viva lo ha conquistato: Catania. “Mi ha preso cuore, anima e mente,” dice. “Con tutte le sue bellezze, la sua energia, e anche le sue problematiche.Un amore non cieco, ma completo — come si ama solo ciò che si conosce davvero.

Queste le foto con cui GIUSEPPE ha voluto accompagnare le sue parole

Quello che gli manca di più, lontano, è un gesto semplice, quasi invisibile: “Quel momento in cui cammini per le vie e senti qualcuno dire: aaaau mbare, tu pigghi un cafè?” Dentro quella frase c’è tutto: la gentilezza spontanea, la passione di vivere, il modo catanese di riconoscersi anche tra sconosciuti.

Se dovesse scegliere un’opera per raccontare la città, Giuseppe non ha dubbi: Chi bedda Catania di Giuseppe Castiglia. “Raccoglie tutto in una canzone,” dice. “È ironia, amore, appartenenza.”

Del Simbolo Indipendente di Catania, parla con un sorriso. “Lo conosco grazie a Marco Biagianti e alla sua birra 729. L’ho comprata per il mio bar a Berlino,” racconta. “Il simbolo è moderno, bello, perfetto per rappresentare Catania nel mondo.” Una città che per lui non è solo un luogo, ma un modo di essere: vulcanica, accogliente, imperfetta e irripetibile.

Quel MALEDETTO CATANESE di GIUSEPPE ci tiene a concludere dicendo “torno a Catania per ritrovare suo padre in ogni strada, in ogni caffè, in ogni “aaaau” gridato da lontano. Perché certe case non sono fatte di mattoni, ma di ritorni”.


MALEDETTI CATANESI è una rubrica che nasce per raccogliere tutte le voci: frammenti personali che diventeranno articoli sul blog di wecatania.it, pezzi di una città che vive nei ricordi, nei gesti e nelle visioni di chi la abita o la porta dentro da molto distante.

MALEDETTI CATANESI utilizza la forma dell’auto-intervista. Compilando questo form troverai sette domande semplici, pensate per farti raccontare chi sei: i tuoi ricordi, le tue abitudini, le immagini che per te sono Catania.

Non è un questionario freddo, ma un modo per metterti al centro, che lascia spazio alla tua voce e alla tua storia da MALEDETTO CATANESE. Un luogo dove lasciare traccia di chi siamo e aprire un dialogo su chi vogliamo diventare.

Alla fine ti chiederemo anche cosa pensi del Simbolo Indipendente di Catania: se lo conosci già o se lo scopri adesso, raccontaci quale ruolo immagini possa avere per la città.

Chi sei? Sembra semplice ma non lo è mai quando dobbiamo raccontarlo.
Mi chiamo Giuseppe e vivo a Berlino dal 2003 e dal 1994 in Germania . Trasferitomi li a 14 anni con i miei Genitori e le 2 mie Sorelle. Ho vissuto tutti questi anni con la speranza nel Cuore di ritornare e e praticamente lo sto per fare, ho comprato casa a canalicchio per tornare. Mio padre era fiero di me di aver comprato casa , lo diceva sempre ai tedeschi ed agli amici italiani, Ma he morto l’anno scorso senza averla vista

Racconta un ricordo d’infanzia che parla del tuo legame con Catania.
Papa‘ era di Adrano, Mamma di Salemi, io passavo tantissimo tempo con i nonni di Adrano e con tutti i cuggini per le campagne dell‘etna. Poi crescendo andavo spesso a Catania e anno dopo anno sempre di piu questa citta in tutte le sue bellezze, semplicita, calore umano, energia ed anche con le sue problematiche mi ha preso cuore-anima e mente

Da adulto/a, cos’è di Catania che più ti manca o che non smetteresti mai di vivere?
Quel momento Che passeggi per le vie e senti delicatamente 😉 aaaau m‘bari tu pigghi un cafe‘? Tutta la passione di vivere della gente

Se dovessi scegliere un’opera che racconta Catania (una canzone, un libro, un film, un quadro…), quale sceglieresti e perché?
Chi bedda catania di Giuseppe Castiglia raccoglie tutto in una canzone

Conoscevi già il Simbolo Indipendente di Catania o lo stai scoprendo ora? Quale pensi possa essere il suo ruolo per la nostra città?
Lo conosco tramite Marco Biaggianti con la sua birra 729 che ho comprato per il mio bar a Berlino, il simbolo moderno bello ed azzecato per il marketing mondiale di Catania

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