A San Cristoforo il murales SIAMO SOLO PICCIRIDDI per trasformare la memoria in futuro
SIAMO SOLO PICCIRIDDI è il murales realizzato da WeCatania APS sulla facciata della Città dei Ragazzi di San Cristoforo, in Via Gramignani, in memoria di Riccardo Cristaldi, Giovanni La Greca, Lorenzo Pace e Benedetto Zuccaro, i quattro adolescenti vittime della violenza mafiosa cinquant’anni fa.
L’opera nasce come parte del programma Le Strade da Seguire, finanziato dalla Fondazione Federico II, e si inserisce nel percorso di rinnovo dell’area pedonale della Città dei Ragazzi, insieme al MURO DEL PIATTO, altra installazione urbana di design partecipato curata da WECATANIA.
Il progetto è stato ideato da Bob Liuzzo, visual designer e fondatore di WeCatania APS, e realizzato grazie al contributo e coinvolgimento di quattro artisti: Chiara Abramo, Antonio Anc Barbagallo, Marinella Riccobene e Luka Skore. Ognuno di loro ha interpretato una sagoma, dando voce tramite un colore specifico ad un messaggio di speranza e memoria di queste quattro infanzie spezzate prematuramente e vittime non solo di Mafia ma di processi di scarsa educazione e cura dei percorsi di crescita sociale, aspetti di cui i volontari della Città dei Ragazzi si impegnano quotidianamente con i bambini dello storico quartiere di Catania con attività dedicate.
Il murales è stato inaugurato il 7 luglio 2026 durante la giornata “Memoria che diventa Responsabilità”, promossa dal Patto Educativo Territoriale e di Sviluppo Sociale della Comunità di San Cristoforo e dalla Città dei Ragazzi Catania.
Da lontano l’opera mostra quattro sagome di bambini che si affacciano. Una presenza semplice, silenziosa, quasi sospesa. Avvicinandosi, però, ogni figura rivela un universo diverso: colori, simboli, dettagli e visioni affidate a quattro artisti catanesi.
Alla base del progetto c’è il codice visivo del Simbolo Indipendente di Catania, che WeCatania porta avanti da anni attraverso opere di design pubblico e partecipato: il nero dell’Etna, il rosso della lava, l’azzurro del mare e il bianco della speranza. Questi quattro colori diventano una carta d’identità visiva della città e, in questo caso, uno strumento per trasformare la memoria in immagine pubblica. Non una semplice decorazione, ma un messaggio da lasciare nel quotidiano dei bambini e dei ragazzi che attraversano questo luogo.
Il picciriddu nero, interpretato da Chiara Abramo, racconta il diritto di ogni bambino a volare, ma anche il rischio di cadere se la comunità non è capace di sostenere quella rotta.
Il picciriddu rosso, firmato da Antonio Anc Barbagallo, porta dentro di sé la forza del cavallo: energia, istinto, adolescenza, potenza da accompagnare senza spezzare.
Il picciriddu bianco, realizzato da Marinella Riccobene, parla della cura necessaria perché qualcosa possa sbocciare. Come un fiore, ogni bambino ha bisogno di tempo, attenzione e protezione.
Il picciriddu azzurro, interpretato da Luka Skore, accende un’immagine poetica e dolorosa: un albero, delle luci, un paio di scarpe appese. Il simbolo di una vita che avrebbe dovuto continuare e che invece è stata interrotta troppo presto.
SIAMO SOLO PICCIRIDDI vuole essere un manifesto visivo dell’impegno che la Città dei Ragazzi porta avanti ogni giorno a San Cristoforo: offrire presenza, educazione, opportunità e luoghi di crescita. Perché un quartiere non ha bisogno solo di bei disegni. Ha bisogno di immagini capaci di imprimere messaggi, costruire memoria e accompagnare chi cresce dentro quegli spazi.
Di seguito le immagini dell’inaugurazione del 7 luglio, i dettagli dell’opera e le fasi di realizzazione del murales.








Crediti
Siamo solo Picciriddi è un progetto ideato da Bob Liuzzo e realizzato da WeCatania APS con gli artisti Chiara Abramo, Antonio Anc Barbagallo, Marinella Riccobene e Luka Skore. L’opera rientra nel programma Le Strade da Seguire, finanziato dalla Fondazione Federico II.
Il murales è stato inaugurato alla Città dei Ragazzi di San Cristoforo durante la giornata “Memoria che diventa Responsabilità”, dedicata ai 50 anni dalla tragedia dei 4 Picciriddi e al primo anniversario del Patto Educativo di Comunità. Accanto al Muro del Piatto, l’opera contribuisce al rinnovo dell’area pedonale di Via Gramignani e alla costruzione di un nuovo racconto pubblico per San Cristoforo.
Un’immagine da preservare, attraversare e riconoscere ogni giorno. Perché la memoria, quando diventa spazio pubblico, non resta ferma nel passato: continua a parlare al futuro.


