Puoi non nascere a Catania, ma restarci per sempre

Quel MALEDETTO CATANESE di ROCKET non ha bisogno di spiegare troppo: “Non sono nato a Catania, ma è sempre stata la mia città.”

Ci sono appartenenze che non passano dai certificati, ma dal tempo. Dall’infanzia vissuta tra le sue strade, dall’averla vista cambiare “tra un millennio e l’altro”, dal riconoscersi in qualcosa che cresce insieme a te. Per lavoro avrebbe potuto andare via. “Sono stato tentato,” dice. “Ma per fortuna ho scelto di restare.” E quando si allontana, anche solo per poco, la sente subito: la mancanza.

I suoi ricordi sono quelli di una generazione intera. La Plaia, prima di tutto. “Giorni di felicità e gioia,” racconta. “Le vacanze più belle.” E poi la Villa Bellini, con il trenino, i cigni, il vecchio elefante. Scene semplici, quasi leggere, ma che tengono dentro un’epoca. “Tutto quello che hanno vissuto i bambini della nostra generazione,” dice. Ed è vero: non è solo memoria personale, è memoria condivisa.

Da adulto, il punto fermo resta uno: l’Etna. “Maestosa,” la definisce. “Generosa.” Non è solo uno sfondo. È una presenza viva, che cambia, che si muove, che ogni volta regala qualcosa “solo a chi sa cercare”. È un rapporto intimo, quasi silenzioso. Non tutti lo capiscono. Ma chi resta, sì.

Se deve scegliere un’opera per raccontare Catania, Rocket non ha dubbi: Centro di gravità permanente di Franco Battiato. “Il mio centro di gravità resta sempre la mia città,” dice. Con tutte le sue storture, con i suoi difetti. “Croce e delizia.” È una definizione onesta, senza difese. Perché amare Catania non significa idealizzarla. Significa restarci, nonostante tutto.

Del Simbolo Indipendente di Catania, parla con la stessa sincerità. “Non lo conoscevo. È molto minimale,” osserva. “Non so se riuscirà a essere identificativo per me.”
Non è rifiuto. È distanza. È il tempo che serve perché qualcosa diventi davvero parte di te. Perché a Catania le cose non si adottano subito: si sedimentano. spiegare.

Quel MALEDETTO CATANESE di ROCKET non è nato a Catania. Ma ci è rimasto. E a volte basta questo per dire tutto: che certe città non si scelgono una volta sola. Si scelgono ogni giorno.


MALEDETTI CATANESI è una rubrica che nasce per raccogliere tutte le voci: frammenti personali che diventeranno articoli sul blog di wecatania.it, pezzi di una città che vive nei ricordi, nei gesti e nelle visioni di chi la abita o la porta dentro da molto distante.

MALEDETTI CATANESI utilizza la forma dell’auto-intervista. Compilando questo form troverai sette domande semplici, pensate per farti raccontare chi sei: i tuoi ricordi, le tue abitudini, le immagini che per te sono Catania.

Non è un questionario freddo, ma un modo per metterti al centro, che lascia spazio alla tua voce e alla tua storia da MALEDETTO CATANESE. Un luogo dove lasciare traccia di chi siamo e aprire un dialogo su chi vogliamo diventare.

Alla fine ti chiederemo anche cosa pensi del Simbolo Indipendente di Catania: se lo conosci già o se lo scopri adesso, raccontaci quale ruolo immagini possa avere per la città.

Chi sei? Sembra semplice ma non lo è mai quando dobbiamo raccontarlo.
Pur non essendo nato a Catania sin dalla mia infanzia ho vissuto la questa come la mia città , l’ho vista crescere e cambiare tra un millennio e l’altro .
Per lavoro sono stato tentato di andare via , ma per fortuna sono voluto restare e anche allontanarmi per brevi periodi me fa sentire la mancanza .
Il lavoro che faccio ha poca importanza però nel mondo sanno che sono di Catania , che sono siciliano e che ne vado orgoglioso.
Rocket .

Racconta un ricordo d’infanzia che parla del tuo legame con Catania.
Il ricordo dell’infanzia è la plaja, giorni di felicita e di gioia , erano le vacanze più belle.
Ma anche il trenino della Villa Bellini , i cigni e il vecchio elefante …insomma tutto quello che hanno vissuto i bambini della nostra generazione .

Da adulto/a, cos’è di Catania che più ti manca o che non smetteresti mai di vivere?
l’Etna …maestosa e sempre generosa delle meraviglie nascoste che ogni volta ci regala solo a chi le sa cercare

Se dovessi scegliere un’opera che racconta Catania (una canzone, un libro, un film, un quadro…), quale sceglieresti e perché?
Centro di gravità permanete ..di maestro Franco Battiato …il mio centro di gravità resta sempre la mia città , con tutte le sue storture e i suoi difetti che ne fanno croce e delizia

Conoscevi già il Simbolo Indipendente di Catania o lo stai scoprendo ora? Quale pensi possa essere il suo ruolo per la nostra città?
Non lo conoscevo , molto minimale . Non so se però riuscirà a essere molto identificativo almeno per la mia persona

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