Catania è un disequilibrio bellissimo
Quel MALEDETTO CATANESE di Alessandro parla di Catania come si parla di una persona amata da sempre, con rispetto e fuoco insieme. “Sono innamorato del mio Vulcano e di tutto quello che rappresenta,” dice.

È imprenditore, ma prima ancora è un catanese che sogna. Sogna una ristorazione e un turismo che non si limitino a vendere la città, ma la valorizzino, la raccontino, la difendano. Perché per lui Catania non è solo un luogo, è un linguaggio, un’identità che vibra sotto la pelle.
I suoi ricordi d’infanzia hanno il sapore delle piccole cose che diventano eterne: “Le passeggiate con i nonni, la littorina, la stazione che si affaccia sul mare, i rumori della fiera, lo stadio con mio padre.” Dentro questi frammenti c’è tutta la città: il mare e la lava, la tradizione e il movimento, la calma e il caos. “Catania è un modo di essere,” dice, “e un’identità che ho assorbito e portato sempre con me.” Una definizione che basterebbe a spiegare cosa significa davvero appartenere.
Oggi la guarda con occhi più maturi, ma l’amore resta lo stesso. “Catania è tanto plateale quanto nascosta,” spiega. “È la sua storia e il legame col vulcano, la sua vivacità e la sua atmosfera.” Una città che si mostra e si nega nello stesso tempo: rumorosa in piazza, silenziosa nei vicoli, arrogante e fragile insieme. È il suo modo di esistere, e anche di farsi desiderare.
Quando gli chiedono di scegliere un’opera che la rappresenti, sorride: “Catania è sensazioni e vibrazioni.” Nessuna canzone, nessun film: solo emozioni che si muovono come la lava sotto la terra. Perché non si racconta con le parole, ma con il corpo, con la pelle che sente il vento del mare e il calore del vulcano nello stesso istante.
Del Simbolo Indipendente di Catania parla con precisione e passione: “Rappresenta perfettamente l’equilibrio e il disequilibrio tra gli elementi che fanno parte di Catania e della sua gente.” Ma aggiunge un desiderio: che questo simbolo possa servire anche a riscoprire ciò che la città ha dimenticato — il suo mare, la sua parte più fragile e vera. Perché non esiste Catania senza acqua, come non esiste senza fuoco.
Quel MALEDETTO CATANESE di ALESSANDRO ci tiene a concludere dicendo che Catania non è una città: è una vibrazione continua tra mare e vulcano, equilibrio e disordine, caos e poesia.
MALEDETTI CATANESI è una rubrica che nasce per raccogliere tutte le voci: frammenti personali che diventeranno articoli sul blog di wecatania.it, pezzi di una città che vive nei ricordi, nei gesti e nelle visioni di chi la abita o la porta dentro da molto distante.
MALEDETTI CATANESI utilizza la forma dell’auto-intervista. Compilando questo form troverai sette domande semplici, pensate per farti raccontare chi sei: i tuoi ricordi, le tue abitudini, le immagini che per te sono Catania.
Non è un questionario freddo, ma un modo per metterti al centro, che lascia spazio alla tua voce e alla tua storia da MALEDETTO CATANESE. Un luogo dove lasciare traccia di chi siamo e aprire un dialogo su chi vogliamo diventare.
Alla fine ti chiederemo anche cosa pensi del Simbolo Indipendente di Catania: se lo conosci già o se lo scopri adesso, raccontaci quale ruolo immagini possa avere per la città.
Chi sei? Sembra semplice ma non lo è mai quando dobbiamo raccontarlo.
Alessandro, innamorato del mio Vulcano e di tutto quello che rappresenta. Sono un imprenditore che sogna una ristorazione e un turismo che porti valore al territorio.
Racconta un ricordo d’infanzia che parla del tuo legame con Catania.
Per me Catania sono le passeggiate con i nonni, la littorina e la stazione che si affaccia sul mare, i rumori della fiera, lo stadio con mio padre. Catania è un modo di essere e un identità che ho assorbito e portato sempre con me.
Da adulto/a, cos’è di Catania che più ti manca o che non smetteresti mai di vivere?
Catania è tanto plateale quanto nascosta. Catania è la sua storia e il legame col vulcano, la sua vivacità e la sua atmosfera.
Se dovessi scegliere un’opera che racconta Catania (una canzone, un libro, un film, un quadro…), quale sceglieresti e perché?
Catania è sensazioni e vibrazioni
Conoscevi già il Simbolo Indipendente di Catania o lo stai scoprendo ora? Quale pensi possa essere il suo ruolo per la nostra città? –
Il simbolo indipendente di Catania rappresenta perfettamente l’equilibrio e il disequilibrio fra diversi elementi che è parte di Catania e la sua gente. Sarebbe bello aiutasse a valorizzare anche la parte più dimenticata fisicamente di Catania, il mare.


